Vivere lo stress senza ammalarsi

VIVERE LO STRESS SENZA AMMALARSI

(Dott. O. Yakymets)

Non sono le grandi cose che mandano l’uomo al manicomio (…)

no, è la serie continua di piccoli fastidi quotidiani che fanno impazzire

C. Bukowski

I dieci fastidi quotidiani piĂą comuni (Kanner, et al., 1981)

Paura di ingrassare
Salute di un familiare
Aumento dei prezzi
Menage domestico
Troppe cose da fare
Perdere qualcosa
Manutenzione casa
Situazione economica, tasse
CriminalitĂ 
Aspetto fisico

Il medico austriaco Hans Selye ha definito lo stress come la sindrome generale di adattamento per indicare “una risposta dell’organismo alle sollecitazioni/richieste dell’ambiente esterno” necessaria alla sopravvivenza e alla vita. Lo stress, infatti, è la risposta prodotta da un soggetto nell’interazione con l’ambiente.

La risposta allo stress stimola il sistema cardiovascolare, muscoloscheletrico e neuroendocrino per aumentare le possibilitĂ  di sopravvivenza.

Lo stress positivo o eustress si ha quando uno o più stimoli, anche di natura diversa, allenano la capacità di adattamento psicofisica individuale. L’eustress è una forma di energia utilizzata per poter più agevolmente raggiungere un obiettivo e l’individuo ha bisogno di questi stimoli ambientali che lo spingono ad adattarsi.

Lo stress negativo o distress si ha, invece, quando stimoli stressanti, ossia capaci di aumentare le secrezioni neurormonali, instaurano un logorio progressivo fino alla rottura delle difese psicofisiche. Si evidenziano cioè situazioni in cui “le condizioni di stress, e quindi di attivazione dell’organismo, permangano anche in assenza di eventi stressanti oppure che l’organismo reagisca a stimoli di lieve entità in maniera sproporzionata.

Il termine inglese stressor (in italiano “agente stressante”) si riferisce a stimoli di diversa natura che portano l’organismo e la psiche allo stress.

Essi possono essere fisici uno shock elettrico, l’esposizione al freddo o a caldo eccessivo, ecc…), ambientali-culturali (rumori, traffico, vicini di casa, sport pesanti), metabolici (riduzione dei livelli glicemici), psicologici (un colloquio di lavoro o una prova d’esame), affettivi (un evento di perdita o lutto), alimentari (caffeina).

La risposta dell’organismo agli stressors si sviluppa in 3 fasi:

ALLARME
E’ caratterizzata da modificazioni biochimiche a livello dell’organismo. Esempi sono costituiti dall’aumento del battito cardiaco, pressione sanguigna, tono muscolare ed arousal (attivazione psicofisiologica).

RESISTENZA
Il corpo e la psiche intervengono attraverso una complessa reazione biologica per mettere in atto risposte di fronteggiamento /adattamento

ESAURIMENTO
Se gli stressor continuano ad agire e l’adattamento non riesce l’organismo viene sopraffatto o non risponde efficacemente e si produce la patologia

La reazione dell’organismo allo stress comporta:

Un’attivazione del sistema psico-neuro-immunologico
Un’adattamento del comportamento
Il sistema dello stress è stimolato da neurotrasmettitori adrenergici (liberati dalla nostra area psicoemozionale che filtra lo stressor) e inibito da altri neurotrasmettitori (GABA, endorfine)

Il livello di stress dipende da:

Tempo di esposizione al fattore stressante
Peso emotivo e valutazione personale dell’evento.
Questa mediazione psicologica è fondamentale nell’esperienza di stress e ci aiuta a comprendere come mai ciò che può essere stressante per qualcuno non lo sia per altri. Da questo punto di vista lo stress psicologico è quel tipo di rapporto tra la persona e un ambiente che essa vive affaticante, o superiore alle proprie risorse e nocivo al proprio benessere. A fare la differenza è quindi il modo in cui l’evento è valutato rispetto alle risorse di cui si ritiene di disporre per farvi fronte.

Alcune caratteristiche che, infatti, tendono ad esercitare un’influenza sulla valutazione di una situazione e sul peso emotivo che eserciterĂ  sulla persona, sono: la novitĂ , la desiderabilitĂ , la controllabilitĂ  e la prevedibilitĂ  dell’evento.

Quanto meno un evento è desiderabile, controllabile e prevedibile, quanto più sarà vissuto come stressante.

Stress e malattie cardiovascolari

I sistemi maggiormente colpiti dalle attivazioni allo stress sono quello gastro-intestinale e quello cardiovascolare. Quest’ultimo, in particolare, è costretto a lavorare in continuo stato di allarme, nel caso di uno stress cronico. L’ipertensione essenziale, l’ictus, ecc. sono spesso dovuti alla compromissione dell’autoregolazione del cuore e del sistema circolatorio in seguito all’esaurimento delle loro risorse e capacità naturali, che con il tempo possono condurre a cambiamenti strutturali in seguito alla cronicizzazione della malattia.

Numerosi studi clinici ormai classici hanno dimostrato che la cronica attivazione dei sistemi dell’organismo o la cronica repressione della normale risposta allo stress può compromettere lo stato di salute producendo quelle patologie comunemente conosciute come “malattie psicosomatiche” o patologie “da stress”.

Patologie da stress e malattie psicosomatiche

Tra i principali disturbi psicosomatici abbiamo: asma bronchiale, ipertensione arteriosa, colite, eczema cutaneo, alopecia psicogena, ulcera gastro-duodenale.

Tra i disturbi psicopatologici connessi allo stress abbiamo: Disturbo post traumatico da stress, disturbo acuto da stress, depressione, disturbo bipolare, disturbi d’ansia, disturbi della sfera sessuale, disturbi dell’alimentazione (anoressia, bulimia).

Tecniche di biofeedback e gestione dello stress cronicizzato

A Roma Libra Associazione Scientifica esegue una valutazione del profilo psicofisiologico, e dell’ indice di vulnerabilità allo stress, con la finalità di individuare i fattori di rischio e utilizzando dei protocolli scientificamente validati far apprendere al soggetto efficaci strategie di autoregolazione dello stress.

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