L’epoca nella quale viviamo è contraddistinta da ampi disagi, turbolenze sociali, economiche e politiche. Da un lato, la crisi economica sta divorando risorse e posti di lavoro, dall’altro, la crisi profonda di prospettive sociali e valori umani ha condotto a un impressionante deterioramento dei rapporti umani, soprattutto fra i giovani che soffrono particolarmente la mancanza di modelli di riferimento psicologici e pedagogici sani ed efficaci, di stabilità emozionale e di prospettive identitarie e lavorative.

In sintesi, la crisi della struttura economica è intimamente aggrovigliata alla crisi della sovrastruttura dei valori e dei comportamenti sociali e individuali, in un circolo vizioso perverso che mantiene e aggrava tutte le problematiche.

Nello specifico, i comportamenti violenti e antisociali stanno trovando un’espressione particolarmente odiosa nei numerosi casi di violenza sulle donne che, insieme alle violenze generali sui soggetti più deboli, costituisce attualmente uno degli allarmi sociali più rilevanti.

In tutto ciò, non esistono ricette “magiche” e automatismi “virtuosi” che possono condurre a soluzioni ideali senza sforzo e con tempi ristretti. Ed è certamente molto riduttivo, antieconomico e limitato nei risultati cercare di agire soltanto sul violento o sul “soggetto problematico” quando la patologia si è purtroppo già evidenziata.

Il lavoro svolto in questa sezione mira a “seminare” buone prassi educative e modelli sociali alternativi a quelli che purtroppo finora sono stati, in modo implicito o esplicito, presentati ai giovani e cominciare dall’inizio, cioè da dove le future generazioni crescono e si formano.

Saper sentire, pensare e interagire adeguatamente con le altre persone, partendo da una propria identità coerente e integrata e poggiandosi su valori autenticamente sani e socialmente condivisi significa impostare le necessarie basi per una rinascita sociale ed economica in un futuro prossimo a medio termine.